Yule

YULE
Solstizio d’Inverno

– 21-22 Dicembre –

Yule green man

Il termine Solstizio viene dal latino “Solstitium“, che significa letteralmente “Sole fermo”.
La parola Yule invece si crede derivi dalla parola anglosassone “Iul” o dal norvegese “Jul” che significa “Ruota“, quindi una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell’Anno.

I Sassoni celebravano Modranect il 24-25 Dicembre. Significa “la notte della Madre” ed era la celebrazione della nascita del Sole.
Questa festa è stata adattata dalla tradizione pagana nella celebrazione più famosa del Natale.

Dunque la Luce nasce dall’Ombra.
La Dea dà vita al Dio, rappresentando la rinascita della luce. Gli spiriti della Terra riposano, preparandosi al lavoro che, con la Primavera, li aspetta per ridare alla Terra i nuovi boccioli di vita.

A livello personale, il concetto di Rinascita della Luce ci chiede di compiere un salto di qualità, un passo di avanzamento nel percorso spirituale che abbiamo intrapreso. Si tratta della chiusura di un ciclo e della riapertura dello stesso ma su un piano più avanzato dopo il lungo periodo di introspezione che fa capo a Samhain.

E’ il tempo in cui bisogna lasciare andar via le nostre paure, i nostri dubbi, le vecchie idee e i progetti finiti. Qualsiasi cosa della nostra vita che ci tiene lontani dai nuovi inizi che ci porteranno ad una nuova crescita.
E’ il momento di lasciare alle spalle il passato e di camminare verso una nuova Luce.

Yule è la promessa del ritorno delle energie di Primavera ed Estate che ci garantiranno la fecondità della terra e quindi il nostro sostentamento. E’ una Festa di Luce e di allegria, scintillante e pervasa dallo spirito della rinnovata certezza di calore e prosperità futura.

Simbologia di Yule

Yule dio e deaLe popolazioni nordiche accendevano vari fuochi nei campi, a significare incoraggiamento per il Sole nel suo momento di maggiore difficoltà.
Un fuoco veniva acceso anche nelle case tramite un grosso ceppo, che solitamente veniva donato. Una volta sistemato nel camino, veniva decorato con fronde ed erbe, bagnato con cedro o birra e cosparso di farina, prima di essere acceso con un pezzo del ceppo dell’anno precedente conservato a questo scopo. Il ceppo bruciava per tutta la notte, poi rimaneva sotto la cenere per 12 giorni dopo essere stato spento in una cerimonia rituale.
La Quercia o il Frassino sono gli alberi tradizionali da cui si ricava il ceppo di Yule.

Anche da noi in Italia questa tradizione era presente. Una volta (e ancora adesso in qualche famiglia toscana o emiliana), si accendeva un ceppo che rappresentava simbolicamente l’Albero della Vita.
I popoli antichi, che si consideravano parte del grande Cerchio della Vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la più piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del Sole e si accendevano falò per sostenerne la forza e per incoraggiarne la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

La pianta del Solstizio d’Inverno è il Vischio, pianta simbolo della vita.
Il vischio, pianta sacra per i druidi, era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina. Equiparato alla vita per la sua somiglianza allo sperma, ed unito alla Quercia, il sacro albero dell’eternità, questa pianta contiene sia il simbolismo dell’infinito che di quello dell’istante. Ancora oggi il bacio sotto il vischio è un gesto propiziatorio di fortuna e consolidazione della relazione.
Queste usanze solstiziali sono state trasferite al Capodanno dell’attuale calendario civile.

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