Velocità

IL PROBLEMA DELLA VELOCITA’

Velocità
Il cancro della “nuova era” è la velocità.
Di fatto interessa molteplici settori:
– Tecnologia…rincorsa ai “G” 📞
– Comunicazione…messaggistica istanteanea 📲
– Lavoro…urgenze, ottimizzazione, risparmio 🤖
– Tempo libero (ossia non-occupato)…esiste ancora? 🌳
– Trasporti…più distanza in meno tempo 🚀
– Alimentazione…i “fast-food”, cibo veloce e tutti gli annessi 🍔
Probabilmente ci sono molti altri aspetti colpiti, e comunque ci sono danni collaterali in ognuno di essi.
Ma con tutta questa velocità dove vogliamo/dobbiamo arrivare?
Davvero non possiamo aspettare la risposta di una persona per un giorno o due? Quando ero piccolo – e quindi si parla di soli 20 anni fa – si scrivevano ancora le lettere a mano, e le risposte bisognava aspettarle per un mese, tra una cosa e l’altra.
Ci cambia davvero la vita arrivare 5 minuti prima a casa? O un’ora prima in stazione? Certamente sì, se si ha una vita frenetica, ma la frenesia è frutto della velocità e dell’accumulo di “cose da fare”, di cui siamo voraci.
Ci costa davvero così tanta fatica non fare niente per un’ora, ed ascoltare il vento tra gli alberi?
Stiamo cedendo il nostro TEMPO in cambio di DENARO, all’unico scopo della VELOCITA’.
Guarire più in fretta, viaggiare più in fretta, fare più cose e più in fretta, per dimenticarci che la vita scorre. Ma il punto è che scorre comunque, anche se non le prestiamo attenzione, e quando lo faremo…sarà probabilmente troppo tardi.

Memoria olfattiva

MEMORIA OLFATTIVA
– (re)impariamo a sentire –

Pomodori
Un tempo vedere era credere, poichè il cervello comprendeva attraverso l’elaborazione da parte di tutti i sensi.
Oggi non riusciamo ad elaborare l’enorme quantità di stimoli con cui siamo bombardati (spesso soltanto visivi e uditivi, ma per via indiretta), e così il cervello finisce per “credere e basta“, basandosi su ciò che ha a disposizione.
Così crediamo a ciò che ci viene detto e fatto vedere, senza averne una reale esperienza diretta: usiamo i sensi di altre persone, fidandoci.

Lo stress visivo è molto sottovalutato, ma la qualità delle informazioni che si ricevono è di vitale importanza.
E non intendo vitale in quanto altrimenti se ne muore, ma lo intendo come fondamentale per una buona vita.
La globalizzazione e internet hanno portato innumerevoli vantaggi, ma anche la tecnologia – come ogni cosa del resto – porta con sè il suo lato ombra: la lontananza e la mancanza di sensazioni reali.

Assuefarsi alla tecnologia porta all’allontanamento dalla vita reale, ossia ad un isolamento camuffato da “social-ità” virtuale. E isolarsi arresta il progresso dettato dalla necessità, oltre che dividere e rendere più controllabile la gente.
Da qui il passo è breve verso la fine delle relazioni e della civiltà stessa. Del resto il mito di Atlantide insegna.

Come sempre la via di mezzo è quella giusta: gustare sia il piacere di poter comunicare con una persona dall’altra faccia della terra in modo immediato e simultaneo (pensate quando si potevano solo scrivere le lettere!), ma anche saper staccare dal mondo ed immergersi in sè stessi, nel silenzio della meditazione o anche nella bellezza della natura e, perchè no, delle buone relazioni.

Cos’è la memoria olfattiva

In tutto ciò vorrei porre attenzione particolare sull’olfatto.
Vi stupirete di come certi odori riportino alla vostra memoria gli episodi più antichi della vostra gioventù, in modo più potente che non ricordandoli o tramite una fotografia!
Per me sono i pomodori che sanno di terra.
Gli odori sono in grado di riportare alla memoria episodi che ci hanno coinvolti in prima persona, riattivando le emozioni vissute in un determinato momento della nostra vita. Questo accade in quanto l’olfatto rappresenta il senso che maggiormente incide sul nostro inconscio, con la vicinanza anatomica del sistema olfattivo alle strutture deputate alle emozioni e alla memoria, ossia l’amigdala e l’ippocampo.
Gli odori verrebbero infatti archiviati assieme alle sensazioni vissute in una particolare situazione.
Questa curiosa funzione è anche chiamata “sindrome di Proust“, dallo scrittore Marcel Proust che per primo descrisse questa esperienza.

Matematica esoterica

MATEMATICA ESOTERICA

Popolazione mondiale
Esotericamente il numero 9 segna la fine di un ciclo, con un grande insegnamento ed una svolta decisiva.
In ogni caso porta una FINE, nel bene o nel male.
Guardando la curva demografica in basso e le statistiche di Worlometer potete notare l’aumento esponenziale della popolazione mondiale dal 1950 al 2000, con calcoli statistici sui prossimi 50-100 anni.
Ciò che balza all’occhio è che il “limite” di 9 miliardi è prossimo, e le conseguenze dell’avvicinarsi anche solo agli 8 miliardi le stiamo già vedendo coi nostri occhi: inquinamento, malattie, guerre, modifiche climatiche, catastrofi.
Ma soprattutto sfruttamento intensivo delle risorse naturali.
Perchè è questo il reale problema: si può anche risolvere il problema dell’inquinamento ma non si potrà mai produrre cibo (1° chakra = sopravvivenza) per sostenere più di una certa quantità di popolazione senza distruggere l’ecosistema.
Anche questa è matematica.
Come ben saprete (se siete del settore olistico o affini) la malattia è un segnale che qualcosa non và. Bisogna quindi capire cosa non va e “rettificare”, come ci dice il famoso motto alchemico VITRIOL.
L’Anima Mundi ci sta parlando chiaro: forse non arriveremo nemmeno al 2050, cerchiamo di imparare al volo l’importante lezione che questa epidemia di Covid ci sta portando.
Curva demografica

Regalo o pensiero?

LA DIFFERENZA TRA UN REGALO E UN PENSIERO

Pensieri ingranaggi
Sembra banale ma s’è persa questa attenzione in questi ultimi tempi di consumismo.
Qual’è la differenza?
Un regalo è una cosa qualsiasi, spesso banale, spesso legata solo al valore economico…qualcosa che ti do x farti vedere che ti ho preso qualcosa, che ci ho speso tanto magari, ma che magari già domani finisce in un cassetto o riciclata ad altri.
Non succede? Siate onesti, succede, e anche spesso!
Un pensiero invece è un’altra cosa…vuol dire che quando ti prendo una cosa, la prendo pensando a te, a chi sei, a cosa ti piace, a cosa rappresenti per me…e così il pensiero si slaccia completamente dall’aspetto economico (salvezza!), e basta un’idea semplice ma profonda per essere la migliore tra tutta la marea di regali.
Io li ho sempre fatti così, altrimenti non li faccio, e aspetto l’idea buona, che magari ti porto uno o due mesi dopo il tuo compleanno o dopo Natale…perchè un pensiero è un pensiero, e io posso pensarti in qualsiasi momento e anzi…sarà ancora più una sorpresa!
Quindi ora, se state pensando a cosa regalare ad amici e parenti, fate invece girare le rotelle della fantasia per concentrarvi su quella persona per scovare l’idea migliore che la rappresenti, perchè la cosa più sbagliata è fare un regalo partendo da quelli che sono i propri gusti personali.
E se siete in dubbio…chiedete! Non abbiate vergogna! Poi il “che cosa” lo sceglierete voi, ma chiedete cosa piace a quella persona! Perchè il vero REGALO parte dalla persona interessata, non da sè stessi o da un’etichetta col prezzo!
Un’altra riflessione può essere fatta sul significato diverso che in inglese si attribuisce alla medesima cosa: GIFT o PRESENT?
Il “presente” rispecchia anche un altro aspetto del “pensiero”: il fatto che nel momento presente è già insito il più grande regalo: LA VITA.

Il senso di essere umano

IL SENSO DI ESSERE UMANO
– Tra I.A. e Pareidolia –

Pareidolia
Questo è un argomento di cui nei prossimi decenni si parlerà sempre più:
Cosa vuol dire ESSERE UMANO?
Ma la domanda del futuro sarà più che altro:
Qualcosa che non è umano, può essere definito tale?
Ora ci possiamo anche ridere sopra, ma è un dato di fatto che le “menti scientifiche” non credo nell’anima nè in tutte le altre “cavolate spirituali”.
Da questo pensiero il passo è breve: definire l’umano (ma sarebbe più opportuno dire umanoide a questo punto) come una semplice macchina pensante è come identificarlo ad un computer molto intelligente, ma replicabile.
Ed è questa illusoria replicabilità il nocciolo del problema.
Quando si rimuove l’anima, la parte spirituale dell’Essere Umano, rimane solo un involucro fatto di organi e chimica.
Aggiungiamoci la componente di aspetto umano, e il gioco è fatto: la pareidolia in azione.
L’uomo, fin dagli inizi, ha sempre ricercato sè stesso nelle stelle, nella natura, nel divino…per questo gli dèi sono pianeti e i pianeti sono dèi, per questo il sole e la luna vegono rappresentati con un volto…per questo vediamo esseri umani in tutto: è lo spirito che si riflette, e vede sè stesso.
Ho creduto per molto tempo alla possibilità che l’elaborazione di una “forma mentis” complessa, pressochè identica a quella umana, potesse ospitare la vita, o meglio, un’anima (teoria del Transumanesimo).
Ma mi sono ricreduto.
L’Uomo non è solo la sua mente, come l’uomo non è solo il suo corpo.
Corpo e mente sono solo strumenti per l’Uomo evoluto.
La mente comune è l’analisi, la scienza, la religione, il dogma. Fanno parte dell’aspetto YANG, come il cuore, il sentire, l’amore sono quello YIN.
E anche le religioni, sebbene parlino di qualcosa che sembra “altro”, in realtà non sono che mentalizzazioni per “dimostrare” o meglio tentare di spiegare, di rendere intelliggibile cosa è questo “Dio”.
Una macchina non può capirlo, ma un Uomo può comprenderlo.

Valar Morghulis

VALAR MORGHULIS

Valar Morghulis
Dai romanzi fantasy scritti dal genio George R. R. Martin, emerge ad un certo punto questa frase in “Alto Valyriano”, che significa:
“TUTTI GLI UOMINI DEVONO MORIRE”
Sebbene sembri un motto da killer degli assassini di Essos, essa cela un profonda comprensione della vita, avvalorata a maggior ragione dalla risposta che usualmente si dà: “Valar Dohaeris”, la cui traduzione esatta ed univoca è ancora incerta, ma sembra significhi “TUTTI GLI UOMINI DEVONO SERVIRE”.
Ebbene è così: tutti dobbiamo morire, la morte è l’unica certezza che si ha fin dalla nascita.
E quindi, per onorarla, tutti dobbiamo VIVERE.
Significato Valar Morghulis nel telefilm Il Trono di Spade o Game of Thrones.