Onice nera

ONICE NERA

Onice nera

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Caratteristiche

Cos’è: Biossido di Silicio
Famiglia: Calcedoni (Quarzi)
Colore: Nera, Bianca, Marrone con striature
Chakra: 1° (Radice – var. nera)
Uso in Cristalloterapia: Radicamento, Amuleto protettivo da malocchio e invidia

Proprietà dell’Onice nera

L’utilizzo principale dell’Onice nera è come amuleto protettivo.
Essa protegge dalle influenze negative e dal malocchio, tanto che in Sardegna (ma anche in molte altre parti del mondo) la ritroviamo nel famosissimo ed usatissimo amuleto SU COCCU, sul quale ho scritto un articolo apposito.

Come tutte le pietre nere (Ossidiana, Tormalina ecc.), ha la capacità di assorbire le vibrazioni negative che ci circondano, siano esse create da noi stessi oppure provenienti da persone invidiose. Il nero è infatti un colore che assorbe tutto lo spettro cromatico e non riflette la luce, perciò allo stesso modo attira su di sè ogni sorta di energia.
Ricorda però che nessuna pietra lavorerà al posto tuo: la volontà di cambiamento e guarigione è sempre un elemento fondamentale!

Onice nera burattata

Corpo

L’Onice nera rafforza il sistema immunitario, contrastando le infezioni.
Rafforza anche il collegamento con la Terra, permettendo quindi un buon radicamento alle energie della medesima tramite le quali scaricare stress e negatività.

Mente

Accresce la consapevolezza ed il senso di responsabilità ed aiuta a non farsi influenzare troppo dalle opinioni e dal giudizio altrui. E’ quindi perfetta in quelle circostanze dove c’è bisogno di far chiarezza per quanto riguarda il raggiungimento di obbiettivi.
Aiuta a mettere ordine nei sentimenti e nei pensieri permettendo di focalizzare l’attenzione sulle cose davvero utili, valutando quali sono i giudizi costruttivi e quelli che invece ci vengono dati per demolirci.

Spirito

Grazie all’Onice nera si può lavorare in maniera consapevole sul primo chakra, il quale è legato al nostro istinto di sopravvivenza, il bisogno di mettere le radici e di trovare il proprio posto nel mondo.

Bracciale protettivo Onice nera e Occhio di AllahLeggende sull’Onice nera

Una leggenda narra che questa pietra contenesse in sè l’intero universo e fu l’esplosione di questo piccolo cristallo a rendere possibile la nascita di tutto il creato. La stessa leggenda vuole che al suo interno vivano addormentate tutte le divinità.

L’Onice nera ha una storia magica molto ambigua e controversa che la vede sia come pietra benefica e protettiva che come pietra nefasta e portatrice di sfortune. Per questa sua peculiarità, in passato si consigliava di indossarla solo dalle persone dotate di animo forte.
Questa “pericolosità” era dovuta proprio al suo forte legame con le energie di Saturno che possono sia difendere ed elevare spiritualmente, sia deprimere e far decadere in rovina.

Nell’antico medio oriente si adoperava l’Onice nera qualora si desiderasse ritirarsi in solitudine alla ricerca della spiritualità. Le persone forti la usavano quindi per accrescere la potenza delle facoltà psichiche e per difendersi dalle energie negative e reindirizzarle ai nemici.
Ci si avvaleva delle proprietà protettive di questa pietra intagliandone amuleti ed oggetti ornamentali che avrebbero assorbito su di sè il male.

In India l’Onice viene usata per la fabbricazione di rosari, in quanto le vibrazioni della pietra facilitano il rafforzamento spirituale e il distacco dalle passioni carnali.

L’Onice nera nel Medioevo

Durante tutto il Medioevo l’Onice si spogliò delle sue qualità benefiche per assumere solamente i suoi aspetti negativi. Si credeva infatti che la pietra fosse abitata da un demone che aveva maggior potere durante la notte. Gli effetti di questo spirito si manifestava attraverso incubi, sfortuna, malattia, depressione, panico, povertà e così via.
I libri di magia ne facevano una delle pietra indispensabili ai maghi, negromanti e streghe proprio per queste proprietà e per la capacità di sviluppare il potere magico e dominare i demoni.

Le streghe moderne utilizzano questa pietra nei riti di protezione, di bando e nelle sedute divinatorie, indossandola di frequente come gioiello montato in argento anche durante le celebrazioni.

Purificazione e ricarica Onice nera

Anche i Cristalli hanno un’anima! Ci donano la loro energia per aiutarci ma ogni tanto bisogna lasciarli riposare e rigenerare…
Il miglior modo è lasciarli a contatto con la Natura, ossia a contatto con gli Elementi. Ma attenzione: non tutte le pietre gradiscono lo stesso trattamento!
Alcune sono più affini alle energie ricettive lunari, altre esigono quelle attive solari. Ad ogni modo bisogna tener conto anche della composizione mineralogica della pietra stessa in quanto alcuni trattamenti rischiano di rovinarla.

Per purificare l’Onice nera vi consiglio due modi: il primo consiste nel lasciarla sotto sale grosso per un giorno intero, oppure metterla a contatto con la Terra per scaricare tutte le vibrazioni accumulate e riequilibrarsi.
In alternativa potete risciacquarla sotto acqua corrente mentre ne visualizzate la liberazione dalle energie negative accumulate. Poi asciugatela bene e lasciatela uno o più giorni all’aria aperta, meglio se non esposta direttamente ai raggi solari.

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