Origini del Natale

ORIGINI DEL NATALE

Origini del Natale

“Per inspiegabile che sembri, la data di nascita di Cristo non è nota.
I vangeli non ne indicano nè il giorno nè l’anno […] fu assegnata la data del solstizio d’inverno
perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra
celebravano il Dies Natalis Solis Invicti (Giorno della nascita del Sole invincibile)”

– Tratto dalla Nuova enciclopedia cattolica dell’Ordine Francescano del 1941 –

La nascita del Dio-Sole e le origini del natale

Il solstizio invernale è stato spesso associato alla nascita del “Re Divino”, molto prima della nascita del cristianesimo.
Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. Non ha mai cambiato il suo significato nel tempo.
Del resto Yule e Natale non sono poi così diversi: entrambe celebrano l’arrivo del Dio/Sole, così come Cristo è stato chiamato “La Luce del mondo”. origini del natale pagano.

Origini del Natale

Mitra, il Sol invictus (Persia)

Le origini di questo antico culto va ricercato in ciò che è “principio” della vita sulla terra e che “dal principio” è stato oggetto di culto e di venerazione: il Sole.
Agli albori dell’umanità, esisteva un ricco calendario di feste annuali e stagionali e di riti di propiziazione e rinnovamento.
 I popoli antichi, nel periodo primitivo della loro esistenza, erano intimamente legati al ciclo della Natura poiché da questo dipendeva la loro stessa sopravvivenza.

A quei tempi, la vita naturale appariva indecifrabile, incombente, potente espressione di forze da accattivarsi. L’uomo antico si sentiva parte di quella natura, ma in posizione di debolezza. Per questo, attraverso il rito, cercava di “entrare in simpatia” con quella forza insita in essa.
Nei millenni della storia dell’uomo sono stati creati e poi elaborati molti diversi culti, tutti però facenti capo allo stesso principio primordiale: la (Ri)nascita e la ciclicità della Vita.

Divinità legate al culto del Sole

Origini del NataleEgitto – Horus
I mosaici e gli affreschi raffiguranti immagini di Horus in braccio a Iside ricordano l’iconografia cristiana della Madonna col bambino, tanto da indurci a credere che in epoca cristiana alcune rappresentazioni di Iside e Horus, spesso raffigurato come un bambino con la corona solare sul capo, furono probabilmente adattate.

Persia – Mitra
Quello di Mitra fu il culto più concorrenziale al cristianesimo e col quale il cristianesimo si fuse sincreticamente. 
Anche Mitra era stato partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva chiamato il Salvatore.

Babilonia – Tammuz
Nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il Dio Sole babilonese Tammuz.
Era il Dio del Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il Sole vede tutto: passato, presente e futuro.
In Babilonia successivamente comparve il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz.
Allo stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia. Attorno alla testa di Tammuz si rappresentava un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.
E’ interessante aggiungere che anche in questo culto il Dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.

L’origine comune

Tutte queste narrazioni sono basate sul moto del Sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo di idee astrologiche/teologiche, avvenute in ogni parte del mondo.
In altre parole, Gesù Cristo e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono personificazioni dell’entità solare.

Riguardo ai culti solari precolombiani è interessante notare come i tempi e i simboli del sacro siano comuni a civiltà così distanti fra loro.
Questo dovrebbe far sorgere il sospetto di un’origine comune di tutte religioni, tramite uno studio comparato delle stesse alla ricerca del significato della vita. Invece, ottusamente ci si continua ad adagiare su fedi antropomorfiche dogmatiche e più o meno esplicitamente intolleranti le une nei confronti delle altre.

Origini del NataleStoria dell’albero di Natale

Abbiamo già visto come la tradizione cristiana affondi le sue origini nella celebrazione pagana di Yule.
Famiglie pagane portavano un albero in casa così che gli spiriti dei boschi avrebbero avuto un posto dove restar caldi nei mesi invernali.
Campanelle erano appese ai rami così che si poteva riconoscere quando uno spirito era presente. Il cibo era appeso per farli mangiare e una stella a cinque punti, il pentagramma, simbolo dei 5 elementi, era messo a capo dell’albero.

Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale: l’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un ovvio simbolo della persistenza della Vita anche attraverso il freddo, l’oscurità e l’apparente morte dell’inverno.
L’albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell’anno che sarebbe arrivato.

L’abete e la ghirlanda nelle origini del natale

I popoli germanici, lo usavano nei loro riti pagani per festeggiare il passaggio dall’autunno all’inverno. In seguito era usanza bruciarlo nella stufa, in un rito di magia simpatica (secondo cui il simile attira il simile), in modo che con il fuoco si propiziasse il ritorno del sole.

Fu scelto l’Abete perchè è un albero sempreverde, che porta speranza nell’animo degli uomini visto che non muore mai, neppure nel periodo più freddo e difficile dell’anno.
Ricordiamo anche l’importanza della ghirlanda, perchè rappresenta la ruota che sempre gira e il cerchio senza fine che ogni volta si compie. Insomma, la natura infinita della Vita.

Il Solstizio d’inverno, è il momento in cui la divinità maschile muore, per poi rinascere in primavera. Questo ciclo di morte-rinascita, lo si ritrova in moltissime culture, oltre quella cristiana, come abbiamo visto poco fa.
Addobbare l’albero di Natale con le luci, accendendolo di mille riflessi, ricorda il rituale del grande falò dell’Abete, che spesso si prolungava fino all’attuale festa della Befana.
In alcune popolazioni europee, con il fuoco dell’Abete si bruciavano simbolicamente le negatività del passato.

La tradizione italiana e le origini del natale

La tradizione dell’albero prese piede in Italia nel 1800, quando la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l’usanza si diffuse tra le famiglie italiane in breve tempo.
L’albero ha poi resistito nel tempo, anzi, ha rafforzato la sua posizione tanto che ormai sembra proprio lui il vero simbolo di Natale.

Al giorno d’oggi l’albero non è quasi più l’abete ma un sostituto di plastica, più o meno verosimile…una conquista per le guardie forestali che protestavano da sempre – già all’epoca di Goethe – contro le devastazioni dei boschi nel mese di Dicembre. Le candele di cera sono diventate delle lucine elettriche, evitando ai vigili del fuoco di fare gli straordinari a Natale.

Nel nostro secolo purtroppo assistiamo ad una diffusione massiccia di questa usanza che non è certo sfuggita al crescente consumismo: molte tradizioni natalizie sono ormai quasi sparite lasciando posto alle più remunerative marchette pubblicitarie che inducono all’acquisto di regali da scambiarsi davanti ad abbondanti pasti, spesso all’insegna dello spreco.
La domanda principale del Natale ormai non è più “Come possiamo rendere felice il nostro prossimo?” ma piuttosto “Che regalo comprare? Quanto possiamo spendere quest’anno?”…questo dovrebbe far riflettere.

Le vere origini del Natale ex festività pagana rubata dal cristianesimo. Storia dell’albero di Natale, di Babbo Natale e delle renne. Solstizio d’Inverno e morte del Cristo simbolo del Sol invictus.

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