La Spiritualità nel nuovo millennio

La Spiritualità nel nuovo millennio

spiritualità

La maggior parte delle persone pensa che “spiritualità” significhi “stare bene”. Questo è in parte vero, ma anche parzialmente falso.
Innanzitutto serve capire cosa si intende per spiritualità.
Voi cosa rispondereste?

Essere religiosi e pregare? Essere sempre zen? Prendere tutto filosoficamente? Leggere libri e fare corsi a tema? Guarire gli altri? Vestirsi di bianco alle fiere olistiche? Essere alternativi?

A Babilonia tutto fa brodo, e tutto è sempre un po’ vero, se si guarda da certe angolazioni…come in un caleidoscopio, dove la forma è mobile e fugace, dove ciò che è vero oggi risulta diverso dopo un istante.

La spiritualità che “fa bene” è un buon modo per attrarre a sè persone bisognose di attenzioni, di cure, di coccole.
Non che questo sia sbagliato, sia chiaro…ma è davvero solo questo? Solo un momento di serenità in mezzo alle turbolenze della vita?
Certo che no.

Nella realtà dei fatti, iniziare un percorso Spirituale – di qualsiasi tipo – richiede TEMPO, CORAGGIO, DEDIZIONE, FORZA DI VOLONTA’, COSTANZA E TANTA AUTOANALISI.
Nonchè una buona dose di Fede, che tuttavia può anche manifestarsi nel corso della pratica.

Vorrei però smantellare l’illusione del benessere, che è solo una conseguenza di certe pratiche, come la meditazione ad esempio, la quale non coincide con la spiritualità, ma è solo un mezzo.

La realtà dei fatti è ben diversa: quando intraprendi un percorso Spirituale, ti trovi a fare i conti – in un tempo più o meno breve – con molti aspetti inconsci e dimenticati di te stesso. In gergo si chiamano i lati “ombra”.
Essi possono essere di varia natura: traumi, ego, comportamenti scorretti, dicotomie, incoerenze, perversioni, vizi e via dicendo.

Una Via di vera Spiritualità ti accompagna gradualmente (ma a volte anche di colpo!) negli anfratti della tua Anima, nei tuoi inferi, nel tuo IO più profondo, alla scoperta di ciò che hai rimosso.
E’ così allora che tornano i ricordi, che ci si osserva da fuori, che si vedono le persone attorno a sè da una nuova prospettiva. E tutto questo per il nostro ego è un vero trauma (ma consapevole!), dato che ha passato molti anni a costruire il castello di illusioni davanti ai nostri occhi ciechi.

Quando queste verità interiori emergono, si sta tutt’altro che bene, ve lo assicuro.
Ma un percorso Spirituale è proprio questo: IMPARARE DAL DOLORE, non rifugiarsi nella dimenticanza del benessere relativo e temporaneo (tuttavia necessario a volte).

E’ a questo punto nascono due “scuole”:

– una che mira a dare soltanto sollievo
– l’altra che punta a velocizzare il processo evolutivo verso l’illuminazione al fine di porre un rimedio duraturo alle sofferenze umane

La prima delle due è la più comune e la più facile (diciamo): sono gli operatori olistici di tutti i settori che puntano, di fatto, sui benefici del rilassamento.

La seconda è decisamente più iniziatica e praticata da pochi, in quanto dovendo andare a cogliere i punti dolenti del “paziente”, devono ben sapere come muoversi, come individuare i problemi e come proporre soluzioni pratiche. Il loro rischio è l’esser presi per “cattivi” in quanto non donano benessere ma uno shock.
Tuttavia lo shock è necessario per aprire gli occhi su qualche questione importante al fine di vederla, accettarla, e nel tempo risolverla o lasciarla andare. Un percorso che decisamente non può durare un paio d’ore nè un paio di settimane.

La scelta su come procedere resta ovviamente dell’individuo in base alle sue esigenze: se necessita di “non pensare e rilassarsi” sceglierà i primi, purchè sia consapevole che non risolverà quasi nulla (almeno delle tematiche serie e profonde).

Se sceglierà i secondi dovrà essere consapevole che non sarà una passeggiata, che non basterà un incontro per uscirne, che si starà peggio, almeno all’inizio, e soprattutto che ci si dovrà mettere molto in discussione, e quindi che da lì in poi tutto cambierà: il modo di vedere la vita, sè stessi, il mondo, gli altri, la natura, l’universo…Dio.

Il mio consiglio tuttavia non è tanto di affidarsi ad altri – soprattutto di questi tempi! – ma di mettersi in gioco personalmente, accettando i pre-requisiti elencati sopra.

Ricordati: va tutto bene…finchè va bene!
Ma prevenire è meglio che curare, come diceva un tempo una certa pubblicità.
Dunque non perdere tempo…Ri-Svegliati!

Andrea

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