Storia della Divinazione

STORIA DELLA DIVINAZIONE

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Premessa

La Divinazione, argomento da sempre discusso, divide il genere umano in due grandi fazioni: gli scettici da una parte, dall’altra tutti quelli che vogliono credere a qualunque cosa vada oltre il misurabile ed il conosciuto.
Le due posizioni sono quasi sempre inconciliabili, poichè ognuna di esse crede di essere detentrice di verità assoluta, fermamente convinti di essere nel giusto.

Ebbene, entrambe le convinzioni sono fallaci: la verità sta sempre nel mezzo, ossia nell’equilibrio.
Lo scettico del resto, nella sua fede cieca verso la scienza, nella supponenza della ragione e nella chiusura verso il nuovo, non rispetta i fondamenti su cui si basa la scienza stessa, ossia la disponibilità al confronto e la continua messa in discussione di ciò che si conosce. Storia della divinazione.
Il “credente” invece tende spesso a perdere il raziocinio nella sua fuga dalla realtà e nella ricerca dell’oltre, che finisce per prendere cantonate o peggio farsi trascinare dal fanatismo.

La Divinazione è in realtà una “riflessione irrazionale” su problemi che riguardano l’uomo da sempre, alla base dei quali c’è principalmente l’insicurezza sul divenire, una delle costanti del cammino dell’uomo verso l’ignoto, o futuro che dir si voglia.
Alla base di questa riflessione vi è la Filosofia, con la quale si valutano gli aspetti misterici dell’intera Creazione.

Astrologia medievale

Cos’è la Divinazione

Dando uno sguardo alla storia dell’uomo, si può notare come egli abbia sempre cercato un contatto con le divinità per avere favori o consigli. Del resto, la radice stessa della parola indica una “azione divina”, dal greco “Divinus” cioè “ispirato dalla divinità“.
Oggi persistono ancora in tutte quelle regioni lontane dalla civilizzazione industriale (Africa, Sud America, Siberia, Asia, Australia) mantiche atte ad avere questo contatto attraverso indovini, àuguri, profeti, oracoli, sciamani, veggenti e streghe.
Una “mantica” (dal greco “Manteia“) è semplicemente una tecnica, il mezzo col quale attuare una divinazione.

Storia della Divinazione

Le pratiche divinatorie sono presenti in tutte le civiltà del pianeta. Tra le prime popolazioni con una certa repurtazione in queste arti troviamo i Caldei (Assiri e Babilonesi), che furono inoltre iniziatori degli studi astrologici. Essi erano convinti che gli dèi comunicassero con gli uomini attraverso fenomeni naturali, e questi segni erano tenuti in grande considerazione per le piccole e le grandi scelte nella vita sociale.

Oracolo di Delfi

Oracolo di Delfi

I segni che più comunemente venivano osservati erano la direzione del fumo, il volo degli uccelli, le viscere degli animali (Auruspicina) ed il movimento degli astri.
Di queste tecniche, l’astrologia è quella più studiata ed essa evolve lentamente in Mesopotamia, Egitto (con Tolomeo) e Grecia. Presso quest’ultima le mantiche erano molteplici, e fu infatti sede degli “Oracoli” di cui il più faoso è il Santuario di Apollo a Delfi dove la sacerdotessa Pizia dava responsi privati e pubblici.
Famoso è il responso che ricevette Socrate: “Uomo, conosci te stesso e conoscerai gli dèi e l’universo“.

In Italia troviamo l’Oracolo della Sibilla Cumana a Napoli, dove l’indovino-sacerdote aveva un potere ed un’ifluenza enorme. Anche presso gli Etruschi in Toscana si trovano reperti che attestano l’uso dell’Auruspicina.
In Egitto invece il Faraone era generalmente un sacerdote iniziato ai misteri di questa classe.

La corruzione del metodo divinatorio

Come tutte le cose però, il declino arrivò quando la tendenza a vedere auspici e presagi ovunque fece nascere, oltre ahli interpreti “ufficiali”, molti indovini, stregoni, veggenti, maghi, streghe e ciarlatani vari, che predicevano la fortuna in cambio di denaro.
Inoltre nel tempo la corruzione politica non risparmiò la categoria, dato che gli àuguri, pur sempre esseri umani, venivano pagati per dare questo o quel presagio in favore dei loro personali progetti, e a volte anche per far cadere governi o incarcerare persone.

Giulio Cesare stesso, una volta giunto al potere, proclamò sè stesso capo degli àuguri, seppur mantenendo gli àuguri ufficiali. Questo era un modo per mantenere la gente soggetta a regole e a poteri che potevano ovviamente anche essere manipolati.
Sempre i romani, pratici ma amanti del rituale, sebbene poco propensi ad avere poca libertà d’azione, escogitarono un modo per accettare o meno i presagi (segnali con valore immediato) e i prodigi (segno della collera degli dèi) che si presentavano.

Quando un presagio era funesto si procedeva con offerte e sacrifici per annullarne le conseguenze. Diversa questione era invece per i prodigi, ben più gravi, per i quali si ricorreva a complesse cerimonie di espiazione e propiziatrici.

Rogo inquisizioneIl declino della divinazione

La continua osservazione dei fenomeni naturali diede luogo col passare del tempo ad una babele di situazioni difficilmente coerenti, con conseguente banalizzazione dei possibili presagi, che scaderono in una serie di semplici superstizioni.
Così la divinazione in occidente, soprattutto dopo l’avvento del Cristianesimo, venne praticata sempre meno ed in modo segreto per via del rischio di accuse che potevano portare alla condanna a morte.

L’Editto di Costantino nel 313 d.C. fu il primo atto di proibizione ai danni della divinazione. Seguirono poi vari emendamenti della Chiesa stessa tra il 314 e il 506 che proibivano anche al clero stesso (che ben conosceva ed utilizzava anche amuleti e talismani) questa pratica.
Ma i rituali proseguirono comunque in segreto, tanto che si arrivò alla “santa” inquisizione nel 1233, la quale vide una crudele soppressione di qualunque forma di magia venisse praticata, sia essa reale o pura invenzione di gente gelosa o invidiosa. La stessa infatti finì per essere ovviamente utilizzata anche in ambito politico per sbarazzarsi di scomodi contestatori.

Tuttavia nulla ha potuto cancellare del tutto la curiosità innata dell’uomo nel cercare in ogni modo ciò che non conosce. E sebbene molte pratiche sia ormai andate in disuso, molte altre sono ancora praticate tutt’oggi in tutto il mondo, ed anzi stiamo proprio ai giorni nostri assistendo al loro rifiorire pubblicamente.

Tipi di Divinazione nella storia della divinazione

Sfera di cristalloSenza prendere troppo alla stretta certe categorizzazioni, è possibile suddividere le tecniche divinatorie in due grandi famiglie:

  • Divinazione con metodo naturale
  • Divinazione con metodo artificiale

Nella prime l’interprete ha un ruolo passivo e si esprime mediante sogni, visioni ed oracoli.
Nella seconda, quella più “attuale”, si inserisce un “mezzo” tramite il quale si divina, e quindi l’interprete (o indovino) deve appunto interpretare i segni di ciò che osserva, sia esso un fenomeno naturale oppure causato volontariamente. In questo caso servono naturalmente studio, preparazione e grande capacità di osservazione.

Nella seconda categoria, che è stata quella più utilizzata negli ultimi 2000 anni, possiamo trovare tre diversi gruppi di tecniche divinatorie:

Intuitive

Nella divinazione intuitiva la tecnica utilizzata è l’invocazione, nella quale l’uomo diventa tramite ed interprete di potenze spiritiche. Tra le tre è certamente quella più “spettacolare”, con manifestazioni di tipo esterno opppure interno (presenze, possessioni o visioni), ma il consultante rimane l’unico reale testimone dello spirito.

Induttive

In quella induttiva si osservano i fenomeni naturali, senza possibilità di manipolazioni. Da essi si traggono auspici e suggerimenti, ma serve una notevole capacità di osservazione, nonchè esperienza e sensibilità.
Tra queste pratiche troviamo la chiromanzia (lettura della mano), l’astrologia (lettura dei movimenti planetari), la zoomanzia (interpretazione del comportamento degli animali). Storia della divinazione.

Interpretative

Infine abbiamo la divinazione interpretativa, quella più diffusa e praticata, progettata e realizzata dall’uomo, che provoca intenzionalmente un evento, il quale verrà poi appunto interpretato. E’ il metodo che più di tutti si lega alla filosofia della sincronicità di Carl Gustav Jung.

Aruspicina etrusca

Aruspicina etrusca

Tecniche di Divinazione nella Storia della Divinazione

Elencare tutte le tecniche che sono state praticate nella storia dell’umanità, e che ancora oggi vengono abitualmente praticate, è quasi impossibile.
Sembrerà strano, ma è stato ed è possibile divinare praticamente con qualsiasi cosa. E ancora una volta questo ci rimanda alla sincronicità.

Tuttavia ci sono alcune pratiche che sono più “famose” ed altre più di nicchia, ormai dimenticate o sostituite da altre più “moderne” e pratiche. Vale tuttavia la pena citare quelle che hanno fatto la storia della divinazione:

  • Cleromanzia, la lettura dopo un lancio di oggetti; da questa deriva la Litomanzia (da “Lithos”, pietra)
  • Geomanzia, ossia l’osservazione di particolarità nella natura
  • Aruspicina, derivante dall’Epatoscopia (da “Epatos”, fegato), l’interpretazione delle interiora di animali…e a volte di uomini! (Antropomanzia, i sacrifici umani agli dèi)
  • Zoomanzia, l’osservazione del comportamento degli animali
  • Astrologia, lo studio degli astri e dei loro influssi durante i transiti
  • Ornitomanzia, l’osservazione del volo degli uccelli
  • Cristallomanzia, la classica lettura in una sfera di Cristallo di Rocca
  • Piromanzia, lo studio delle fiamme di un fuoco (da “Piros”, fuoco)
  • Cartomanzia, ad oggi la più praticata divinazione al mondo, usualmente tramite i Tarocchi
  • Rune, alfabeto nordico e sistema divinatorio concesso ad Odino dopo il suo sacrificio sull’Yggdrasyll
  • Chiromanzia, altro classicone molto in voga nel passato: la lettura della mano
  • Numerologia, o Aritmomanzia (da “Arithmos”, numero) un sistema nato in Grecia che riconduce date e lettere e singoli numeri, tracciando il destino della persona

La figura dell’indovino nella storia della divinazione

Medium con sfera per divinazione

Trasportando il termine “indovino” ad uno più moderno e comune, possiamo dire che un serio cartomante non vi leggerà mai il futuro, ma farà il punto su una situazione presente in prospettiva futura. Storia della Divinazione.

Una consultazione non dovrebbe mai essere superficiale nè di carattere generale. Essa serve per addentrarsi nel cuore di un problema, allo scopo di poterne ottenere le possibili soluzioni.

Tuttavia in passato non era così: gli “Auguri” erano uomini dotati di particolari doni, capaci di leggere presagi e prodigi negli eventi naturali, ma anche umani. Essi ricoprivano cariche pubbliche ed erano regolarmente consultati da politici e imperatori per prendere la decisione finale su qualsiasi questione.
Altra figura mitica è quella degli “Oracoli“, generalmente donne (sacerdotessa Pizia), che presso templi dedicati a specifiche divinità facevano da tramite agli dèi. Tra i più famosi troviamo il Santuario di Apollo ad Atene, chiamato anche “Oracolo di Delfi“, e l’Oracolo della Sibilla Cumana a Napoli.

Clessidra tempo

La dimensione Tempo

Non si più capire cos’è la divinazione senza prima aver compreso cosa sono la Quarta e la Quinta Dimensione, ossia il Tempo e la Scelta.
La divinazione non è solo una tecnica ma anche una mistica, una connessione totale con la coscienza e la sincronicità che tutto lega, come gli ingranaggi di una macchina e la macchina stessa.

Il concetto di “Tempo” è una questione meramente umana, che appartiene alla Terza dimensione. Esso per noi scorre, e lo fa in un solo senso: avanti. Non è possibile percorrerlo come facciamo, per esempio, con la dimensione della profondità…eppure se riesci ad immaginare un mondo bidimensionale, lì la stessa risulterebbe inconcepibile.
Eppure c’è, la viviamo. Storia della divinazione.

Cos’è dunque il Tempo?

Semplicemente una dimensione come un’altra, percorribile in stati alterati di coscienza, e percepibile nella dimensione in cui si entra durante una divinazione, una meditazione, o uno stato di trance mistica.
Per dirla con le parole di Sant’Agostino:

“Che cos’è dunque il Tempo?
Se nessuno me lo chiede, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più.
E tuttavia io affermo tranquillamente di sapere
che se nulla passasse non ci sarebbe un passato,
e se nulla avvenisse non ci sarebbe un avvenire,
e se nulla esistesse non ci sarebbe un presente.
Ma allora in che senso esistono due di questi tempi, il passato e il futuro,
se il passato non è più e il futuro non è ancora?”
Sant’Agostino – Le confessioni, Libro XI –

Litomanzia astrologica

La Scelta

La Quinta Dimensione è la dimensione della Scelta. In essa, in ogni istante della nostra esistenza, si creano continuamente tutti i futuri possibili.
E’ questo il motivo per cui da un lato è impossibile “leggere il futuro”, ossia dire con certezza che un dato evento accadrà, anche nel rispetto della Legge del Libero Arbitrio. Dall’altro è anche il motivo per cui tutti i possibili “futuri” esistono e sono raggiungibili.

La Divinazione è quindi il mezzo con il quale possiamo avere maggiori informazioni su come raggiungere il “destino” da noi desiderato. Niente di più, niente di meno.
Il motivo per cui questo è possibile è molto complesso per chi non è del mestiere, e chiama in gioco sia la sincronicità junghiana, sia la meccanica quantistica.

Sacchetto rune divinazione

Cleromanzia e Litomanzia

L’uso di elementi naturali è precedente a qualsiasi tipo di divinazione nata successivamente ad opera dell’uomo.
Gli stessi Tarocchi richiedono naturalmente la possibilità di essere stampati, e pertanto non sono il metodo più antico conosciuto.
La Cleromanzia comprende molte tecniche divinatorie che consistono nel lancio di oggetti che possano assumere una posizione casuale, atta poi all’interpretazione.

Assieme alla Geomanzia, essa è la più diffusa tra le tecniche interpretative, viste poco sopra.
Sotto questa categoria ci interessa analizzare, nell’ambito predominante di questo sito, ossia le pietre, quella tecnica che ne prevede il lancio e la lettura: la Litomanzia.
Da “Lithos“, pietra, la Litomanzia è l’antica arte di lanciare pietre su una superficie piana e leggerne la posizione assunta tra di loro, oppure rispetto un quadrante prestabilito.
In questo senso è possibile distinguere le due più diffuse tecniche litomantiche:

Disegnando gli opportuni quadranti entro i quali verranno lanciate le pietre, è possibile leggere la caratteristica di una pietra (pietre dure semipresiose o gemme) in relazione al settore dentro il quale finisce.
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Storia della divinazione

Cartomanzia: i Tarocchi

La Cartomanzia è una delle pratiche divinatorie che più hanno resistito nella storia della divinazione.
L’origine delle “lame” dei Tarocchi è sconosciuta, anche se girano parecchie teorie contrastanti, tanto che risulta davvero difficile credere a qualcuna di esse come “vera”.

Voler descrivere i Tarocchi è come voler definire l’indefinibile.
Essi sono legati al mito, e il mito è di origine divina, non terrestre, pertanto si può soltanto percepirne l’energia archetipale.

I Tarocchi sono un linguaggio universale, metafisico, che è stato trasposto dall’uomo prima su pietra, e poi su carta. Essi parlano la lingua degli dèi, una lingua a noi sconosciuta ma che nei millenni siamo stati in grado di rappresentare con simboli, numeri, nomi ed immagini. Questo insieme di caratteristiche ha dato vita a quelli che inizialmente venivano chiamati “Trionfi“, figure simboliche solo successivamente chiamate “Tarocchi” (dal francese Tarot).

Composizione del mazzo di Tarocchi

Essi sono composti da 22 Arcani Maggiori (da “Arcanum“, ossia Segreto) e 56 Arcani Minori, le comuni carte da gioco di oggigiorno, suddivise nei quattro semi: Coppe, Denari, Bastoni e Spade. La loro simbologia richiama i Quattro Elementi ed è utilizzata per avere informazioni più dettagliate sulla domanda del consultante.
Tuttavia gli Arcani Maggiori ricoprono da sempre la maggior parte del fascino e del mistero, in quanto ognuna di esse, per la simbologia che incorpora, rappresenta una tappa fondamentale del cammino dell’essere umano: la sua ascesa spirituale.
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Storia della divinazione e dei metodi divinatori. Cos’è la divinazione e come si impara. Cartomanzia e significato esoterico spirituale dei Tarocchi per la lettura del futuro.

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