Lavoro su di sè

Il Lavoro su di sè

Lavoro su di sè

Ho scelto l’immagine del famoso film “Il mago di Oz” per questo articolo perchè i personaggi rappresentano le qualità che dovrete sviluppare per iniziare l’altrettanto famoso “Lavoro su di sè” di cui praticamente tutti parlano.

Lo Spaventapasseri voleva un cervello.
L’Uomo di latta voleva un cuore.
Il Leone voleva avere coraggio.
Dorothy invece voleva tornare a Casa. Ma ne parleremo alla fine.

Sarò come mio solito molto diretto: ci sono solo due modi di vedere il lavoro su di sè.
Qualcosa di imprescindibile. Qualcosa di inevitabile.

Qualcosa di imprescindibile

Classicamente si tratta di lavorare sul proprio Ego: guardarsi dentro con onestà per scovare tutti i propri vizi e difetti.
Fine, niente fronzoli nè libri da leggere.
Sembra facile ma non è, però in questo campo ci vengono in soccorso tutti i personaggi che ruotano attorno a noi: partner, gentori, amici stretti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro, e via dicendo, in un cerchio che parte dal centro e si allarga all’infinito (e non è un’esagerazione).
LORO SONO GLI SPECCHI.
Tu ti rifletti in loro, e ti riassumo tutto ciò che devi sapere in una crudele frase:

TUTTO CIO’ CHE NEGLI ALTRI TI IRRITA,
E’ IN REALTA’ UNA COMPONENTE DELLA TUA PERSONALITA’!

SOPRATTUTTO QUANDO DICI IMMEDIATAMENTE E FERMAMENTE:
“NON E’ VERO! IO NON SONO COSI’!

Non importa se non ci credi, è solo questione di tempo (settimane, mesi, anni o vite!) perchè tu capisca che…SEI COSI’!
Il problema è che non lo vuoi vedere, o meglio, il tuo Ego è così un maestro nell’Arte del travestimento che te lo nasconde benissimo.
Da qui nascono tutti i migliaia di “percorsi evolutivi”, o crescita personale o qualunque altra etichetta gli vogliate dare, che alla fine è solo un business creato per agevolare quello che chiunque potrebbe fare gratuitamente: guardarsi allo specchio con un po’ di onestà.

Un lavoro un po’ più “dolce” è quello che Socrate ha inciso sul Tempio di Delfi:

“UOMO, CONOSCI TE STESSO!”

Questo implica il medesimo lavoro di introspezione, ma mirato a conoscersi per davvero, togliendo tutte le maschere, le credenze e i falsi IO. Questo è un Viaggio attraverso la scoperta dei propri gusti, preferenze, desideri, attraverso l’accettazione di chi si è e di chi non si è.
Niente maestri, nessun guru: dovrai solo dare ascolto alla tua Anima.

Cosa serve per questo “viaggio”? Lavoro su di sè

Torniamo al Mago di Oz. Abbiamo visto che i quattro personaggi cercano cose diverse…ma se guardiamo il film nel suo insieme, possiamo capire che sono 3 parti fondamentali per ottenere la quarta parte.

Il Cervello.
La mente non è nemica dell’uomo, altrimenti non se sarebbe stato dotato.
La mente non è nemica dell’uomo, solamente va disciplinata. Avete presente la nuvoletta sopra la testa di Homer Simpson quando pensa? Quella dove c’è una scimmia che batte i piattini, o che lo minaccia?
Ecco, ad oggi la vostra mente è esattamente così: a volte non vi aiuta affatto, altre volte vi è nemica.
Non deve per forza essere così, ma non posso aprire in questa sede una parentesi sulla mente, altrimenti non finirei più.
Sappi solo che il tuo cervello è “solo” un computer biologico: la base fisica affinchè tu possa PENSARE, RAGIONARE, RIFLETTERE, CONTEMPLARE, MEDITARE…CREARE!

Il Cuore.
Posto al centro del nostro corpo, è la vera funzione vitale. Se il cervello smette di funzionare, il resto del corpo può sopravvivere, anche se come un vegetale. Ma se il cuore smette di battere, tu sei morto/a.
Il Cuore però è anche un organo di senso, sede del chakra Anahata (“non colpito”), battito del tamburo sciamanico, ritmo della Vita stessa.
L’amore che provi nasce da qui. I tuoi sentimenti passano da qui. Attraverso il Cuore puoi comunicare con gli altri, ma soprattutto alla parte più profonda di te.

Il Coraggio.
Ci vuole davvero un coraggio da leoni per addentrarsi nel proprio inconscio, quella “selva oscura” dantesca.
Serve coraggio per guardarsi allo specchio, eliminare tutte le “colpe degli altri” e trovare in sè la causa di ogni personale rovina, fallimento, sconfitta, delusione, sofferenza.
E’ sempre più facile essere gazzelle e scappare. Chi affronterebbe un leone affamato dopotutto?
Eppure se guardate qualche documentario, vedrete che a volte (raramente) i più deboli smettono di scappare e affrontano il leone. Vincendolo.

Qualcosa di inevitabile

Ora rasenterò l’eresia per molti di voi, ma non è un problema, sono qui per questo: distruggere le certezze.

Esiste un punto di vista per cui tutto questo fantomatico “lavoro su di sè”…sia completamente inutile.
E può esserlo per ben due motivi: uno storico e uno teologico.

Il primo motivo è semplice: il senso di colpa e di peccato è stato indotto dai condizionamenti prima dello Gnosticismo, e poi della Chiesa nell’arco di 2000 anni, pertanto è ben incastonato nel nostro DNA e difficile da scovare ed estirpare. Ancor più perchè questo modo di vedere la vita deriva da una cultura ben precedente alla Chiesa, ossia quella indo-europea.
Sto parlando del Karma. Questo concetto, che di base è semplicemente la Legge Universale di Causa-Effetto, è stato ovviamente manipolato per scopi classisti ed elitari nel corso di migliaia di anni, e preso poi a modello in tutte le società di stampo patriarcale (come la nostra).
Esso è stato infatti associato al concetto di “colpa”: sei nato povero, devi rimanerci perchè è il tuo karma. Sei stato cattivo, nella prossima vita pagherai tutto quello che hai fatto.

Ora vi faccio una domanda: ricordate cos’avete fatto di male nella precedente vita per meritarvi le vostre “sfortune”?
Certamente no, o almeno non con certezza, ma avete comunque la sensazione di essere in qualche modo sbagliati, sfortunati, fuori posto, diversi…soli.

Ma c’è una buona notizia: con parecchio e duro lavoro potrete sbarazzarvi di tutto ciò e sentirvi finalmente liberi di esprimervi, di essere voi stessi, nel bene e nel male. Perchè non sta scritto da nessuna parte che cosa sia “buono” e cosa “cattivo” agli occhi di Dio. Sono solo interpretazioni umane riguardo qualcosa che è inconoscibile per sua natura.
In realtà ti basterebbe osservare una sola Legge universale per vivere in pace:

“NON FARE AGLI ALTRI CIO’ CHE NON VUOI SIA FATTO A TE!”

Il motivo teologico

Attenzione perchè ora sarò ancora più eretico.

Gli abitanti della valle dell’Hindo hanno certamente un pregio: esser stati dei grandi pensatori, mistici e…scrittori.
I Veda infatti sono tra i testi più antichi mai rinvenuti, ma a differenza di tutti gli altri…esistono studiosi (i Bramini) che li studiano dal sanscrito!

Senza stare a fare storia – quella ve la potete leggere ovunque – ciò su cui vorrei ti focalizzassi è il complesso calcolo delle Ere dell’Universo, che gli Hindù chiamano Brahma, la loro divinità creatrice.
Ebbene, il secondo motivo per cui niente di cui abbiamo parlato ha senso risiede in una singola parola: KALPA.

«Quando sanno che la durata completa di un giorno di Brahma è di mille eoni,
e di mille eoni la sua notte, gli uomini conoscono veramente che cos’è un ciclo cosmico.

Quando viene il giorno, tutti gli esseri distinti procedono dall’indistinto;
quando viene la notte, è in esso altresì che si risolvono, in ciò che è detto l’indistinto.

Questa stessa moltitudine di esseri, dopo esser venuta più e più volte all’esistenza,
si riassorbe suo malgrado, quando viene la notte; essa torna a sorgere quando torna il giorno.

Ma al di là di questo non manifestato, esiste un altro non manifestato, eterno che,
anche quando tutti gli esseri periscono, non perisce.

E’ detto l’Imperituro, il Non Manifestato; è Lui che si proclama essere il Fine Supremo.
Quando lo si è ottenuto, non si rinasce più. E’ la Sede Suprema.»
(Bhagavad Gita, Canto VIII, versi 17-21[9])

Che questo calcolo sia vero o meno, poco importa: la Natura è comunque ciclica.
Prima o poi anche questo pianeta e questo nostro sole moriranno, trasformandosi in altro, e non ci sarà più traccia di noi. Nessuna mamoria di chi siamo oggi, se non negli Atomi.
E se la natura dell’Universo è davvero quella di morire e rinascere in eterno, allora non vi è davvero posto per nessuna colpa, nessun errore, nessun “avrei dovuto”, nessuna fretta di andare da nessuna parte.
Tu sei sempre stato e sempre sarai, in forme diverse, Tutto.

E se pensi che invece non ci sia niente dopo la morte, che l’universo un giorno finirà punto e basta, ancora una volta non cambia niente: Tu sei qui, ora, in questo corpo e in questo tempo, per fortuna o per sfortuna. Sei tutto ciò che hai, e un giorno non ci sarai più. Magari tra neanche molto, visti i tempi che corrono.

Quindi…inizia a VIVERE! ORA!

Tornare a Casa Lavoro su di sè

La Casa di cui si parla non è ovviamente la casa col tetto, la porta e le finestre che ben conosciamo, anche se è una sua espressione.
Casa è il posto in cui ti senti a tuo agio, perfettamente in sintonia con la Vita, cioè con ciò che ti circonda.
Sentirsi a Casa è una sensazione unica, indescrivibile a parole, e che solo pochi possono dire di provare in un modo così profondo da essere in sintonia con il mondo, le stelle e l’universo!
Non serve a niente viaggiare, vedere tutto il mondo, se poi non sai stare con te stesso, seduto in un angolo della tua camera.
Casa è dove sei tu, dove esisti consapevolmente con ogni cellula ed ogni atomo del tuo corpo.

Comunque alla fine Dorothy riesce a tornare a Casa, e questo deve rincuorarci.
Almeno un po’.

La Spiritualità nel nuovo millennio

La Spiritualità nel nuovo millennio

spiritualità

La maggior parte delle persone pensa che “spiritualità” significhi “stare bene”. Questo è in parte vero, ma anche parzialmente falso.
Innanzitutto serve capire cosa si intende per spiritualità.
Voi cosa rispondereste?

Essere religiosi e pregare? Essere sempre zen? Prendere tutto filosoficamente? Leggere libri e fare corsi a tema? Guarire gli altri? Vestirsi di bianco alle fiere olistiche? Essere alternativi?

A Babilonia tutto fa brodo, e tutto è sempre un po’ vero, se si guarda da certe angolazioni…come in un caleidoscopio, dove la forma è mobile e fugace, dove ciò che è vero oggi risulta diverso dopo un istante.

La spiritualità che “fa bene” è un buon modo per attrarre a sè persone bisognose di attenzioni, di cure, di coccole.
Non che questo sia sbagliato, sia chiaro…ma è davvero solo questo? Solo un momento di serenità in mezzo alle turbolenze della vita?
Certo che no.

Nella realtà dei fatti, iniziare un percorso Spirituale – di qualsiasi tipo – richiede TEMPO, CORAGGIO, DEDIZIONE, FORZA DI VOLONTA’, COSTANZA E TANTA AUTOANALISI.
Nonchè una buona dose di Fede, che tuttavia può anche manifestarsi nel corso della pratica.

Vorrei però smantellare l’illusione del benessere, che è solo una conseguenza di certe pratiche, come la meditazione ad esempio, la quale non coincide con la spiritualità, ma è solo un mezzo.

La realtà dei fatti è ben diversa: quando intraprendi un percorso Spirituale, ti trovi a fare i conti – in un tempo più o meno breve – con molti aspetti inconsci e dimenticati di te stesso. In gergo si chiamano i lati “ombra”.
Essi possono essere di varia natura: traumi, ego, comportamenti scorretti, dicotomie, incoerenze, perversioni, vizi e via dicendo.

Una Via di vera Spiritualità ti accompagna gradualmente (ma a volte anche di colpo!) negli anfratti della tua Anima, nei tuoi inferi, nel tuo IO più profondo, alla scoperta di ciò che hai rimosso.
E’ così allora che tornano i ricordi, che ci si osserva da fuori, che si vedono le persone attorno a sè da una nuova prospettiva. E tutto questo per il nostro ego è un vero trauma (ma consapevole!), dato che ha passato molti anni a costruire il castello di illusioni davanti ai nostri occhi ciechi.

Quando queste verità interiori emergono, si sta tutt’altro che bene, ve lo assicuro.
Ma un percorso Spirituale è proprio questo: IMPARARE DAL DOLORE, non rifugiarsi nella dimenticanza del benessere relativo e temporaneo (tuttavia necessario a volte).

E’ a questo punto nascono due “scuole”:

– una che mira a dare soltanto sollievo
– l’altra che punta a velocizzare il processo evolutivo verso l’illuminazione al fine di porre un rimedio duraturo alle sofferenze umane

La prima delle due è la più comune e la più facile (diciamo): sono gli operatori olistici di tutti i settori che puntano, di fatto, sui benefici del rilassamento.

La seconda è decisamente più iniziatica e praticata da pochi, in quanto dovendo andare a cogliere i punti dolenti del “paziente”, devono ben sapere come muoversi, come individuare i problemi e come proporre soluzioni pratiche. Il loro rischio è l’esser presi per “cattivi” in quanto non donano benessere ma uno shock.
Tuttavia lo shock è necessario per aprire gli occhi su qualche questione importante al fine di vederla, accettarla, e nel tempo risolverla o lasciarla andare. Un percorso che decisamente non può durare un paio d’ore nè un paio di settimane.

La scelta su come procedere resta ovviamente dell’individuo in base alle sue esigenze: se necessita di “non pensare e rilassarsi” sceglierà i primi, purchè sia consapevole che non risolverà quasi nulla (almeno delle tematiche serie e profonde).

Se sceglierà i secondi dovrà essere consapevole che non sarà una passeggiata, che non basterà un incontro per uscirne, che si starà peggio, almeno all’inizio, e soprattutto che ci si dovrà mettere molto in discussione, e quindi che da lì in poi tutto cambierà: il modo di vedere la vita, sè stessi, il mondo, gli altri, la natura, l’universo…Dio.

Il mio consiglio tuttavia non è tanto di affidarsi ad altri – soprattutto di questi tempi! – ma di mettersi in gioco personalmente, accettando i pre-requisiti elencati sopra.

Ricordati: va tutto bene…finchè va bene!
Ma prevenire è meglio che curare, come diceva un tempo una certa pubblicità.
Dunque non perdere tempo…Ri-Svegliati!

Andrea

Aiutare gli altri

Aiutare gli altri? 🤔 Risvegliati!

Aiutare gli altri

Tutte le volte che leggo o sento persone che si prodigano sui social per “aiutare gli altri”, c’è sempre un grillo parlante dentro di me che inizia a fare CRI-CRI! CRI-CRI!
 
Il suo frinire lo conosco bene ormai: quando esci dalla tua stessa fase di “voglio aiutare gli altri!”, poi li riconosci subito i “poser” (come chiamavamo i finti punk ai tempi delle scuole).
 
Se guidare una macchina non fa di te un pilota di Formula 1, così suonare un tamburo non fa di te uno sciamano nè vestirti da guru fa di te una guida.
Ma oggi va di moda il perbenismo, il liberalismo e, aimè, l’ipocrisia.
Tra le tre “giustifico” soltanto l’ultima, poichè è dettata dalla necessità di sopravvivere in un ambiente sempre più competitivo, dove chi appare di più (vendendosi) o chi ha più soldi la vince sugli altri. Questo è un aspetto da tenere in forte considerazione per non farsi abbagliare e seguire persone che, come direbbe Qualcuno, “non cammina le sue parole”. Nella vita quotidiana, s’intende: quella che noi non vedremo probabilmente mai.
 
Vi racconto questo aneddoto per rendere più chiara l’idea:
Una volta andai alla conferenza (sonoramente pagata) di un personaggio italiano noto nell’ambiente esoterico (o forse dovrei dire eSSoterico) su spinta di un’amica che me lo consigliò parecchio. Aldilà della maleducazione di alcuni relatori, già di per sè eloquente, e la confusione concettuale delle esposizioni, alla fine mi restò una domanda sull’utilità di quelle informazioni e chiesi:
“Mi scusi, non capisco a cosa serve sapere tutto ciò che ha spiegato: quale è l’utilità pratica ultima?”
La sua risposta, dopo la quale rimasi congelato e tacqui, fu:
“Sai cosa facevo prima di questo lavoro io? Il barman. Ho detto tutto?”
Sì “amico”, hai detto proprio tutto.
La sua motivazione nel raccontare storie arzigogolate sulle sue “scoperte” era fondamentalmente farlo di lavoro chiedendo una paccata di soldi, per evitare di sgobbare al bar. Il che ci può anche stare, ma allora togli per favore l’aspetto spirituale, esoterico ed umanitario che dai alla tua opera.
 
Aiutare gli altri non è pubblicizzarsi o fare soldi per questo fantomatico “aiuto”: non si propina l’aiuto, si dà a chi lo chiede.
Ma soprattutto prima di vendersi si lavora su di sè.
E, se devo dirla tutta, in realtà prima ancora si deve comprendere una cosa fondamentale per tutti i guaritori, di qualsiasi tipo essi siano:
 
NON ESISTE SEPARAZIONE TRA IL PAZIENTE E IL GUARITORE:
L’ESPERIENZA DI GUARIGIONE E’ SEMPRE RECIPROCA
 
Ma aimè viviamo nei tempi di Babilonia, o forse stiamo vedendo la Nuova Atlantide riformarsi, pur sapendo esattamente quale sarà il suo triste destino.
Ma le luci, i colori e i banner accattivanti richiamano costantemente la nostra attenzione, e questo tuttavia è un bene, come diceva al mia Maestra Gnostica:
I TEMPI PIU’ DURI FORGIANO LE ANIME MIGLIORI
Certo i tempi duri sono stati anche quelli della guerra, delle repressioni e molti altri: sono sempre tempi duri sulla Terra, è il suo “karma”, è il suo insegnamento: un luogo di purificazione ed elevazione.
 
In ogni tempo l’uomo ha l’occasione di divenire Uomo, come la donna di divenire Donna, antica custode del Segreto della Vita.
Ma il Sentiero è selettivo per sua natura: i più rimarranno ai piedi della Grande Piramide a contendersi il pezzo di pane, che oggi altro non è che “visibilità”. Poveri fantasmi.
 
I templi sono diventati virtuali, ma ciò che è virtuale, un tempo definito illusorio, ora viene visto come qualcosa di più reale della realtà.
Le scuse sono molte per lasciarsi ammaliare e coinvolgere: la notorietà, il denaro facile, il grande pubblico, il “lavoro perfetto”…la vita “perfetta”!
Ricorda uomo che la perfezione è diabolica, oltre che essere una mera illusione: la Perfezione è soltanto Una, ed è quella Divina.
 
Mi sono spesso chiesto, a fronte dei miei percorsi, se la verità fosse vivere una vita felice oppure di sofferenza per imparare.
Oggi ho capito che non c’è distinzione: RICERCA LA FELICITA’ MA NON FUGGIRE DALLA SOFFERENZA, CHE E’ LA TUA MAESTRA. Più dei maestri che puoi trovare per strada!
 
Non è facile accettare questo, lo capisco, io stesso mi sono illuso più e più volte che è inutile lavorare costantemente su di sè e che è meglio vivere sereni e felici.
Ma avviene poi realmente questo? No.
Semplicemente la Vita ti mette costantemente di fronte a Prove, e la finta felicità dei più altro non è in realtà che accumulare scheletri nell’armadio, fino al giorno in cui quegli scheletri non ci staranno più e l’armadio semplicemente ti esploderà in faccia con la violenza di un tornado, investendo la tua vita e travolgendola completamente. Sono i classici “è successo come un fulmine a ciel sereno”. Ecco, questi sono i traumi più pesanti che sprofondano la gente in vortici neri di auto-distruzione per anni, “recuperando” tutto il tempo “sereno” speso nella finzione.
 
MASCHERE. Sempre maschere.
Si dice che la Vita sia un palcoscenico sul quale ognuno di noi è un attore che recita la sua parte.
E’ davvero così, ma il costume e la maschera non te li impone nessuno, se TU che li indossi, per mille motivi: per proteggerti, per isolarti, per non vedere la verità. Sì, proprio quella verità che poi vai cercando come un cieco nella notte.
 
SVEGLIATI DUNQUE! Togli il mantello! Leva quella maschera! Spogliati dei tuoi abiti e corri nudo sull’erba! SENTI la Vita attraverso i tuoi Sensi, tutti quanti!
RISVEGLIATI ANIMA! L’ora è giunta!
La tromba del Giudizio squilla per te!
Rispetta tuo Padre, Onora tua Madre!
Riconciliati coi tuoi Fratelli e sii per loro un faro nella Notte dei Tempi, affinchè anch’essi possano imparare a splendere di luce PROPRIA, e non riflessa!
DESTATI DAL SONNO! Hai dormito fin troppo, è ora di uscire alla Luce del Sole! Guarda il Cielo, ammira il Firmamento: è stato creato per Te!
No, non c’è un Dio crudele lassù, non c’è nessun giudizio: SEI TU IL GIUDICE DI TE STESSO!
Fai ammenda delle tue colpe, con onestà ed umiltà, nessuno ti giudicherà: “Chi è senza colpa scagli la prima pietra!”
 
“Oh Gesù d’amore acceso, non t’avessi mai offeso, oh mio caro e buon Gesù, con la tua Santa Grazia non ti voglio offender più!”
 
Ma Lui lo sa che lo offenderemo ancora…lo sa bene. Ma non importa, perchè il Dio fatto Uomo è sceso – più volte e in molte forme – e continuerà a scendere per lavare i nostri peccati.
E non importa se ci credi o meno, se lo veneri in quella o quell’altra forma, non importa davvero. Lui c’è, ed è qui per Te.
 
Le re-ligioni hanno stretto ormai fin troppo il cappio attorno alla gola dei fedeli, è tempo di abbassare il Velo di Iside e rivelare i Misteri per offrire la possibilità di salvarsi a chi lo vuole veramente.
E’ questo che sta accadendo, è sempre stato così: quando la Dottrina si corrompe, essa viene svelata per sopravvivere, in qualsiasi modo. E’ stato così anche per i Tarocchi.
 
Scegli il tuo Sentiro, affrettati! Percorrine molti per trovare il tuo, ma poi scegline UNO, uno Vero, uno profondo e sincero…uno antico!
Affina il tuo Sentire affinchè tu possa non esser ingannato. Non sarà semplice, e le prove saranno molte!
Aiutare gli altri è un compito di vita, ma prima devi aiutare te stesso!
Spesso sento dire “io non ho nessun dono, gli altri hanno i poteri, quello ha ricevuto la chiamata”…
RISVEGLIATI!!!
I “doni” sono eredità di lavori già fatti prima di scender qui! Lavora su di te ed anche i tuoi si risveglieranno!
E’ troppo facile volere quello che hanno gli altri, è comodo! Prima di volere i frutti, devi fare tutte le fatiche ed i sacrifici che quella gente ha fatto per poterne godere! Altrimenti sarai come il fannullone che, guardando il frutteto del contadino, và ripetendo “quello è fortunato, vorrei anch’io tutti quei frutti!”.
 
Concludendo, sarò brutale come è mia abitudine:
DEVI MUOVERE IL CULO.
No, la Grazia non scenderà su di te da sola; No, nessun vero mago o sciamano o guru lavorerà per te, tantomeno quelli finti; No, non è piangendoti addosso che qualcuno, compassionevole, ti donerà la felicità. No.
Adesso devi alzarti e Combattere.
Svegliati!
 
Andrea
Come smascherare quelli che vogliono “aiutare gli altri”, i finti guaritori dei tempi moderni. Aiutare gli altri per la ricerca della vera felicità.

Proiezioni

Proiezioni

proiezioni

Prima di pensare alle proiezioni astrali bisogna preoccuparsi delle proiezioni che si gettano sugli altri, poichè creano lacci invisibili che legano ed ancorano a terra.
 
Come funzionano? proiezioni astrali
Quando c’è un aspetto di sè stessi che non si sopporta, oppure quando desideriamo tanto che qualcosa accada a noi stessi, finisce inevitabilmente che proiettiamo paure o aspettative sugli altri.
 
Chi sono questi altri?
Possono essere chiunque: familiari, partner, amici, parenti, insegnanti o maestri spirituali.
Nessuno è escluso da questo meccanismo inconscio, e svelarlo non è affatto semplice.
 
Come risolviamo questo problema?
La via come sempre è lunga e tortuosa poichè interiore e psicologica. La meditazione è sempre un buon punto di partenza per cominciare ad acquietare i pensieri della mente.
In seguito si dovrà fare una seria auto-osservazione, ponendosi domande sui propri princìpi, comportamenti, reazioni, emozioni e soprattutto su chi pensi di essere realmente.
 
Sembra una cosa scontata e invece non lo è affatto: a molte persone quando viene chiesto di descrivere che tipo di vita desiderano non ne hanno la minima idea, oppure hanno un’idea così vaga e “standard” che gli pare banale anche solo esporla.
In questo modo si procede quasi alla cieca, senza un reale obiettivo, sballottati tra le tendenze e le urgenze del momento, che il momento dopo cambiano completamente.
 
Perchè succede questo?
Perchè abbiamo troppe scelte, e queste ci confondono.
Negli anni 80 anni è iniziata l’impennata della tecnologia che, soprattutto negli ultimi 20 anni, ha completamente stravolto i valori ed i ritmi di vita di tutti, in mille modi diversi ma correlati.
 
La TV è ormai principalmente spazzatura, intrattenimento per gente annoiata dalla vita, gente che non sa più leggere, scrivere, parlare, immaginare.
Del resto, perchè sbattersi quando con un click puoi avere qualsiasi tipo di distrazione non-stop?
E così cambiano i “modelli di prestazione” – come li si chiama nello sport – modelli finti, illusioni costruite per tener la gente comoda e mansueta.
 
E’ urgente ritrovare la propria coerenza.
Nel corpo, nella mente e nello spirito.
Ma non voglio che rimangano parole classiche e vuote:
– Nel corpo puoi cercare la TUA forma ideale, un mix tra piacere e piacerti, che costa certamente sacrifici, ma che è l’unico modo di sentirsi sani
– Nella mente cominciando con lo spegnere la TV, sostituire le serie tv a una serie di libri di spessore, staccare il telefono per prenderti dei momenti per te stesso/a, stare in compagnia di buoni amici
– Nello Spirito dedicandoti alla meditazione giornaliera, seguendo gruppi di crescita interiore, praticando una disciplina orientale o una religione, studiando la divinazione e l’alchimia
 
Al giorno d’oggi non mancano certo le alternative…ciò che manca è il tempo, che ormai viene venduto e comprato più che vissuto.
Non svendere il tuo tempo, non sprecarlo! Investilo in istruzione, relazioni, ispirazione, riposo!
 
“Uomo conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dèi”
 
Dopo migliaia di anni questa frase di Socrate risulta sempre e per sempre vera. Semplice, schietta, diretta.
Cosa stai aspettando?
Spegni la TV e i social, trova te stesso! Solo così smetterai di proiettare i tuoi fallimenti e i tuoi sogni su figli e amici, ed inizierai a vivere una vita più serena, più semplice e più vera!
 
Buona ricerca.