La scienza ermetica

LA SCIENZA ERMETICA

(Estratto del libro dell’esoterista G. Kremmertz “La Porta Ermetica” – 1910)
Porta Ermetica Roma

Il metodo scientifico della scienza ermetica

Non esiste scienza che non debba stare ad un controllo di esperienza.
Possiamo dire: noi sappia­mo quando la nostra esperienza personale ci rassicura. Né è il caso di credere anche a chi lo avesse provato sull’individualità propria, perché voi non siete lui.
Bisogna leggere profondamente un sol libro: il proprio.
Queste affermazioni non dovete accettarle dalla mano di nessuno, né metterle come base di scienza.

Lo scopo umanitario

Una scuola d’integrazione non è possibile senza un fine di realizzazione e il fine, un fine di nobile carità civile, è il far convergere le forze occulte, che si integrano in noi, allo scopo di alleviare le sof­ferenze umane. Alleviare i dolori umani non significa risuscitare i morti e tanto meno far prolungare la vita di un corpo orga­nizzato oltre i limiti consentiti dalla forza vitale di ogni sin­golo organismo. L’uomo che si avvia alla pratica della scienza deve credere al possibile, non all’illogico: diversamente, diven­ta non un superuomo ma un soggetto da manicomio.
La medicina non è un’industria, è una scienza che prescin­de dalle botteghe, e i medici sono o devono sentirsi sacerdoti in­nanzi al dolore che travaglia un corpo infermo. A questo sacerdo­te, fatto e preparato nelle scuole esperimentali, manca in mille mo­menti, mille volte in un giorno, l’anima di sentirsi in possesso di uno spirito vivificante e creatore, eminentemente ermetico, che pos­sa ridare la salute a un organismo che si sfacela. La scienza uma­na è imperfetta. Dove arriva la clinica, l’esame chimico e mi­croscopico, non arriva il potere terapico: tante le scuole, tante le imperfezioni. Similia similibus e contraria contrariis sono due vie che portano alla vittoria quando la Natura est optima medicatrix.

Il potenziale umano

L’uomo ha delle forze in sé che sono terapiche per eccel­lenza.
Sono emesse da noi, nello stato sano, delle invisibili, imponderabili correnti di vita animale che possono in molti casi donare all’organismo dolorante quel tanto di complemento di attività molecolare da determinare una convalescenza. Proviamolo. Mettiamoci al servizio dell’umanità. La scienza dei laboratorii se ne impadronirà dopo. È avvenuto così del magnetismo mesmeriano, diventato oggi ipnotismo in terapia. È un mezzo empiri­co passato alle università e adoperato a fine di bene. Tutti gli altri rimedii, dalla camomilla al chinino e al mercurio, ci son venuti dall’empirismo. Cosi di queste correnti ermetiche; di que­ste forze esteriorizzate che il corpo nostro irradia sotto certe impressioni o in certi stati speciali.
E’ magnetismo lo stesso? Oppure una corrente molecolare di vir­tù terapica? E’ una esteriorizzazione atomica di certe elaborazio­ni periferiche o centrali dell’apparecchio vitale umano? Oppure una emissione amorfa di forza psichica, capace di assumere tutte le forme possibili dei medicamenti elaborati?
Non lo so. Non debbo e non dobbiamo saperlo ora.

La scienza ermetica

La pace sia con noi. Non rubiamo clienti a nessuno. Dove il medico cura, le nostre forze, se tali le nostre elaborazioni psichiche possono chiamarsi, coadiuveranno alla riuscita. Aiutere­mo il medico e costui l’ammalato, o coadiuveremo le medicine prescritte, affinché diventino intelligenti al punto di obbedire al­l’idea e alla buona volontà del terapeuta.
C’è tanta gente che prima non credeva alle forze psichiche o nervose esteriorizzate e oggi vi crede. Forse di qui a pochi anni si crederà anche a questo che ora è un paradosso.
I grandi uomini verranno dopo di noi: le idee utili fanno cammino malgrado ogni ostacolo e ogni indifferenza.
Questa idea nostra, pregna di molto amore, spo­glia di ogni boria, che non lede il diritto di nessuno, che porta un contributo sperimentale alla sapienza umana, farà cammino. Dove noi saremo inefficaci e impotenti, verranno le menti più chiare a far meglio.
Denudato da tutte le follie e le goffaggini dell’empirismo magico, l’ermetismo, co­me via di pervenire all’ideale della angelizzazione umana, deve tentare di affermarsi nel campo sperimentale e con un fine di bene indiscusso.
La medicina integrale o ermetica compie il prodigio della resurrezione alla ragione illuminata.

Il senso ermetico dell’Uno

IL DIO UNICO

Dio unico

La legge del mondo è una, sempre eguale e costante: un principio attivo ne feconda uno passivo che nutre e accresce la forma embrionale del primo, poi la distacca e la fa vivere di vita propria.
1 (attivo) + 2 (passivo) = 3, cioè attivo più passivo dà vita ad una forma che è la somma dei due.
L’uomo, la donna, il figlio. Il Sole, la Luna, la Creazione.

I comandamenti di DioIn lingua volgare un numero è una quantità concreta, e la cifra è la sua rappresentazione grafica.
Nell’esposizione ermetica di queste leggi, invece, il numero è la virtù nella quantità rappresentata dalla cifra: non è che l’indicazione della qualità della quantità.
In questo senso, l’UNO è la virtù del primo principio e della prima sintesi.

Se si studia questa filosofìa integrale fino a trarne le conseguenze ultime, avremo chiarito un principio di controversia continuo – se esista o non esista un Dio – e che cosa dobbiamo intendere fuori ogni religione con questa parola che le teologie hanno snaturata del suo significato vero: l’unità in sintesi.

Uno è il principio dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, due cose a cui la concezione umana non arriva. E’ il complesso di tutte le sintesi complessive in sé: è il valore numerico di tutto ciò che esiste. L’Universo è l’unità della sintesi del visibile ed invisibile creato.

Il concetto del Dio unico deriva dall’essenza del numero Uno. In sintesi Dio è vero, perché l’unità universale è vera. Concepire l’unità dell’esistente è concepire il Dio. Concepire l’immutabilità della legge universale è penetrare il mistero di Dio.

Uno è l’uomo, la sintesi unitaria. Uno è l’umanità, la prima sintesi complessa.
L’unica legge che governa l’uomo, l’umanità e l’universo è l’Intelligenza. Uno è la Mente.

Dio creatore

La ricerca di Dio unico

L’uomo cammina verso l’ultima sintesi umana. Tutte le scienze d’investigazione mirano alla conoscenza della legge unica, quindi del Dio che è sintesi ultima. Alcune scienze analizzano la prima sintesi – l’Uomo – altre la seconda sintesi: la legge della Natura che obbedisce all’unica legge universale.
La scienza che studia l’uomo, involontariamente cerca la monade nella prima sintesi.
L’astronomia, il cui fondamento è la matematica, scien­za assoluta delle quantità, è il primo tentacolo che l’uomo ten­de per comprendere la sintesi più grande.

L’unità Uomo è una nella mente umana come l’unità Dio è una nella mente universale.
La scienza positiva, finché non troverà un metodo investigativo esatto matematicamente della mentalità umana, non potrà assurgere alla conoscenza della men­te universale o unità mentale della grande sintesi. La cellula sta all’atomo, e questo sta alla monade iniziale di vita come alla sintesi uomo e come questa alla sintesi universale o Dio.
Così la mente umana sta all’Intelligenza o Mente univer­sale, come il pensiero della prima monade sta alla mente dell’uomo: Tutto.

La povertà del linguaggio umano non si presta ad espri­mere le idee che non sono comuni a tutti gli uomini. Da qui nasce la necessità della formula, e la più completa e facile è il numero.

– Estratto dal libro “La Porta Ermetica” di G. Kremmertz (1910) –

Origine del Dio unico nelle religioni. Il numero UNO nella numerologia della scienza ermetica. Dio Padre e origine della Creazione.